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Turchia Notizie Utili PDF Stampa E-mail





LE CITTÀ PIÙ IMPORTANTI
SULLE TRACCE DI S. PAOLO
E LE COMUNITÀ DI S. GIOVANNI

Chi va in Turchia, oggi, non trova più i nomi antichi sulle carte attuali. Per questo diamo qui di seguito i nomi antichi e nuovi dei luoghi citati nel Nuovo Testamento. Alcuni siti sono solo un ammasso di rovine.

Tarso Tarsus
Listra Hatunsaray, 40 km a sud di Konya
Iconio Konya
Smirne Izmir
Attalia Antalya
Antiochia di Siria Antakya
Antiochia di Pisidia presso Yalvaç di Aksehir
Colossi presso Honaz di Denizli
Troade
Mileto

LE SETTE CHIESE DELL’APOCALISSE

Il pellegrino cristiano sa che in Turchia incontrerà anche S. Giovanni Evangelista, il quale - secondo la tradizione - avrebbe vissuto con la Vergine Maria, sul Bülbül Dag (collina dell’usignolo).
La basilica di S. Giovanni con la sua tomba a Efeso, testimonia la fede popolare. Le lettere dell’Apocalisse sono indirizzate alle sette Chiese dell’Asia Minore:

1. Efeso Selçuk Apoc. 2. 1-7
2. Smirne Izmir “ 2.8-11
3. Pergamo Bergama “ 2. 12-17
4. Tiatira Akhisar “ 2. 18-29
5. Sardi Sart-Salihli “ 3. 1-6
6. Filadelfia Alaçehir “ 3. 7-13
7. Laodicea Goncali-Denizli “ 3. 14-22

La parola “Apocalisse” significa “rivelazione”. Nel nostro caso rivelazione di Dio agli uomini su cose nascoste o conosciute solo a Lui. Sono avvenimenti che riguardano il futuro in genere, ma che hanno profonde radici nel presente, in ciò che sta accadendo. Nell’Apocalisse si dà così una lettura della storia secondo Dio, nella prospettiva del suo Regno che tende al suo compimento finale. Il genere apocalittico é molto vicino a quello profetico: la differenza principale sta nel fatto che le rivelazioni nell’Apocalisse avvengono per visioni, mentre nel genere profetico vi é un messaggio più diretto ed esplicito. Queste visioni, poi, non hanno valore in sè direttamente, ma per il simbolismo di cui sono impregnate: l’autore sacro descrive in simboli le idee che Dio gli ispira. L’Apocalisse di Giovanni va vista nell’epoca in cui é sorta: le allusioni e i vari simboli si riferiscono ad avvenimenti certamente ben chiari ai lettori del tempo, un pò più indecifrabili per noi, lontani da quegli avvenimenti e da quella cultura.
Questo libro segna un momento importante nella vita della Chiesa.
È legato alle prove e alle tribolazioni (eresie, infedeltà, persecuzioni, divisioni, ecc...) della fine del I sec. dell’era cristiana.
Per noi, pellegrini in Turchia, resta un libro significativo perché l’opera nasce nell’ambito giovanneo (l’Apostolo Giovanni risiedette anche ad Efeso e là venne sepolto) e per le lettere indirizzate alle sette Chiese dell’Asia Minore.
Abbiamo, in queste lettere, un breve quadro di tali Chiese, con le loro difficoltà e problemi e con il chiaro invito a combattere per la fedeltà a Cristo.

HARRAN

La Rivelazione biblica si può dire che inizia in Turchia con l’invito rivolto da Dio ad Abramo ad Harran (o Carran): “Vattene dalla tua patria… verso il paese che io ti indicherò” (Gen 12,1) e si conclude in Turchia con il libro dell’Apocalisse. La biblica Carran si chiama oggi Harran ed è in Turchia, ai confini con la Siria.
È un posto molto interessante da visitare, vicino a Sanliurfa (l’antica Edessa dei crociati), con case a termitaio costruite con terra e sassi, che richiamano antiche e primitive costruzioni della regione. Vi è anche una fortezza ricostruita dai crociati e rovine di una splendida Moschea che risale all’VIII sec.
Il paesaggio all’intorno richiama la grande steppa, terra calda semidesertica, e vi regna un misterioso silenzio negli spazi sconfinati che manifestano il fascino di una vita semplice e nomadica.
Le donne con i volti dipinti secondo antichi usi, vi daranno la suggestione di trovarvi ai tempi di Abramo e Giacobbe.
Ma anche là tutto sta rapidamente modificandosi:
dighe e canali di irrigazione stanno trasformando il paesaggio semidesertico in verdi pianure, e le vecchie tribù di pastori e agricoltori si stanno trasformando in moderni imprenditori e attenti commercianti.

ISTANBUL

“È qui che Dio e l’uomo, la natura e l’arte hanno creato il più meraviglioso panorama che sguardo umano possa contemplare sulla terra”. È con queste parole che Lamartine parla di Istanbul, la quale si estende lungo il Bosforo, là dove Europa e Asia si incontrano, continuando a espandersi poi lungo le due rive del Corno d’Oro. Questa posizione geografica, unica al mondo, ha imposto quasi naturalmente a questa città il suo ruolo di capitale imperiale. Fondata più di 2600 anni fa, fu all’inizio Bisanzio, grande centro commerciale, prima di divenire Costantinopoli, la capitale dell’Impero romano d’Oriente.
Dopo la caduta di Roma essa divenne il simbolo stesso della potenza bizantina ma, nel 1453, ormai decadente, finì per arrendersi all’irruente avanzata del sultano Mehmet II e, per oltre cinque secoli, sotto il nome di Istanbul, fu la capitale sontuosa dell’Impero Ottomano. In questa capitale cosmopolita una strana mescolanza si é verificata fra l’Oriente e l’Occidente, fra il nuovo e l’antico, fusi insieme in una sintesi che é il fascino stesso della città. Il fasto della Bisanzio Imperiale vive fianco a fianco con l’opulenza ottomana in questo porto brulicante di vita, dove i piroscafi lussuosi sono ormeggiati accanto a piccole barche di pescatori. Dappertutto il contrasto si impone: la giovane ragazza in bikini e il vecchio che fuma il suo narghilé sulla terrazza di un caffé del Bosforo, mentre la sirena delle navi si confonde con il canto antico del muezzin che chiama i fedeli alla preghiera.
Le più interessanti attrattive di Istanbul sono concentrate in quella parte della città che si estende come una penisola tra il Corno d’Oro, il Mar di Marmara e le massicce Mura bizantine. Tutta la città é costellata di moschee, circa 1500, coi minareti che svettano sulle colline.
La famosa moschea di Solimano il Magnifico é tra le più maestose, vero capolavoro dell’architetto turco Sinan mentre la moschea del Sultano Ahmet, con i suoi sei minareti e con le sue meravigliose ceramiche che le hanno valso il nome di Moschea Blu, é divenuta il simbolo stesso della città. Di fronte, la celebre Santa Sofia (Aya Sofya), vero prodigio d’architettura, é ornata di splendidi mosaici rappresentanti Cristo, la Vergine e gli Imperatori Giustiniano e Costantino.

EFESO

La visita di Efeso, prestigiosa metropoli ellenistico-romana, sarà uno dei grandi momenti del vostro viaggio in Turchia.
Sede del Tempio di Artemide, una delle sette meraviglie del mondo antico, la prima fra le sette Chiese d’Asia, ricordata nell’Apocalisse di S. Giovanni, fu sede del III Concilio (431) che proclamò Maria Madre di Dio. La città fu fondata dagli Ioni attorno al 1000 a.C. sulla costa del mare, presso la foce del Caistro (Küçük Menderes), quando il fiume non aveva ancora colmato l’estensione di terra che allontana attualmente la città di circa 10 km dalla linea costiera.

LA CASA DELLA VERGINE (MERYEMANA)
Sulla sommità del Bülbül Dag (Monte dell’usignolo), a 7 km da Selçuk, si trova una piccola cappella dove si ritiene che la Vergine Maria abbia vissuto fino alla sua morte Gesù, infatti, al suo ultimo respiro, aveva affidato sua madre a San Giovanni che, passato in Anatolia nel 37-48 d.C. insieme alla Vergine, secondo una tradizione antica, si stabilì in Efeso.
Il luogo, scoperto nel secolo scorso grazie a rivelazioni di una veggente tedesca, Katharina Emmerich, é stato visitato dai papi Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. È uno dei santuari più visitati del mondo. Situato nel folto di una boscaglia di piante secolari, da fontane, dai più rari esemplari di uccelli, può annoverarsi fra i luoghi più incantevoli della Turchia.

SELÇUK
Ai piedi di un castello Selgiuchide dalle mura intatte si trovano le rovine di quella che fu la famosa Basilica di S. Giovanni, luogo di solenni liturgie e numerosi pellegrinaggi nell’antichità cristiana. Là sono conservate le spoglie di S. Giovanni Apostolo, il discepolo prediletto dal Signore, morto vescovo di Efeso. La visita alle suggestive rovine della grande Basilica, una preghiera silenziosa sulla tomba dell’Apostolo, sono momenti significativi del pellegrinaggio. Ogni anno, verso la metà di maggio, a Selçuk si fa la festa di S. Giovanni per ricordare la sua presenza in quella città e si celebra così solennemente la S. Messa sulla tomba dell’Apostolo. Questa Basilica era famosa nell’antichità per le numerose grazie e i tanti miracoli che vi avvenivano, soprattutto in occasione della “festa della Manna” (quella ricordata appunto in maggio), così detta perché si asseriva che dalla tomba uscisse una polverina bianca portatrice di grazie e miracoli per chiunque riuscisse a toccarla.

CAPPADOCIA

Al centro dell’altopiano Anatolico, fra le città di Aksaray, Kayseri e Nigde, si estende la strana e favolosa Cappadocia, dal paesaggio insolito. Il suolo di questo vasto altopiano, costituito da un tufo di origine vulcanica, ha subito una intensa erosione e si é sminuzzato prendendo delle forme sorprendenti. Dappertutto e a migliaia si innalzano torri, colonne, coni, piramidi e guglie dalle forme deliranti. Ma la Cappadocia non é solo un prodigio della natura: l’uomo ha vissuto là. Le rocce, le piramidi e i dirupi sono crivellati di aperture che danno accesso ad abitazioni rupestri, a chiese, a monasteri e a città sotterranee, scavate dai lontani discepoli di Gesù. La maggior parte delle cappelle é decorata con pitture dai colori splendenti rievocando gli episodi più significativi della Storia Sacra.

ANTIOCHIA

La città conosciuta anticamente come Antiochia di Siria fu fondata da Seleuco I Nicatore (+282 a.C.) nel 300 a.C., come capitale del regno siriano dei seleucidi. Essa assunse presto una grande importanza commerciale grazie al porto di Seleucia e al suo sito, posto all’incrocio delle vie Eufrate-Mediterraneo e Siria-Asia Minore, divenendo la più grande città dell’Impero romano dopo Roma e Alessandria, con i suoi circa 300.000 abitanti, oltre ai 200.000 schiavi. Quando, nel 64 a.C., Pompeo ridusse la Siria a provincia romana, Antiochia ne divenne la capitale e la sede della legione. Il governo romano ingrandì il porto di Seleucia e migliorò la rete stradale, di modo che la città aumentò la sua importanza e divenne il primo centro commerciale e politico del Medio Oriente.
In questa città, ove era presente una numerosa comunità ebraica, il cristianesimo si diffuse celermente non solo presso gli ebrei, ma anche presso i pagani.
Anzi si può dire che, grazie anche alla predicazione di Barnaba e Paolo, qui si formò la prima comunità di cristiani provenienti dal paganesimo, aprendo così la predicazione evangelica a quell’universalismo che la portò poi in ogni parte del mondo.
Secondo gli Atti degli Apostoli fu proprio ad Antiochia che “per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani”, quasi a sottolineare lo stacco dal giudaismo e l’emergere della nuova identità cristiana.


KONYA

Nel cuore dell’Anatolia, ai piedi delle montagne del Tauro, si estende la pianura di Konya, culla di antichissime civiltà. Qui, in mezzo alle foreste che un tempo ricoprivano la piana, vivevano il toro selvatico e il leopardo, animali rappresentati nelle immagini sacre di Çatal Höyük, la più antica città del mondo. Essa risale infatti al 6500 a.C. Nel XII secolo la piana di Konya conobbe un periodo di grande splendore culturale quando la città divenne la capitale dei Turchi Selgiuchidi i quali, venendo dalle steppe dell’Asia Centrale, inflissero ai Bizantini una feroce sconfitta che segnò l’inizio dell’insediamento turco in Anatolia. Sotto l’illuminato governo di Alâeddin Keykubat la cultura Selgiuchida giunse al suo apogeo, mentre l’arte volgeva a un perfetto equilibrio fra la purezza della linea e la ricchezza decorativa. In questo fiorire d’arte e cultura si sviluppò uno dei più interessanti movimenti religiosi del mondo islamico, quello dei danzatori Dervisci che fa capo al poeta mistico Mevlâna Celâeddin Rumi, figura notevole e inquietante di eccezionale cultura e umanità. Ma Konya (l’antica Iconio) é anche il luogo della predicazione di S. Paolo. L’Apostolo dei gentili più volte attraversò l’Anatolia nelle sue peregrinazioni evangeliche, salendo da ISTANBUL, S. SOFIA Tarso, toccando la Cappadocia e la Galazia (più a nord, tra Cappadocia e Ankara) giungendo quindi a Iconio, alla vicina Listra, Derbe, Antiochia di Pisidia per fermarsi quindi sulla costa Egea, a Efeso in particolare. Nei nostri viaggi, l’attraversamento della Cappadocia e Konya, di Gerapoli (Pamukkale) e Efeso, ci riporta ai villaggi e alle strade percorse da S. Paolo. La fatica dell’attraversamento (640 km), dovuta anche alla carenza alberghiera, ci farà comprendere un poco la fatica apostolica di S. Paolo che, a piedi, in mezzo a persecuzioni, ha percorso più volte queste strade.


TARSO

Sempre al sud troviamo questa città, a noi nota per aver dato i natali all’Apostolo Paolo. È sulla strada che da Antiochia porta all’altopiano Anatolico. Sarà una sosta doverosa per chi inserisce il sud nel suo pellegrinaggio per ricordare l’Apostolo dei gentili e ripercorrere così la strada che egli faticosamente faceva per fondare le sue comunità in Asia Minore. Purtroppo dell’epoca romana non rimane quasi nulla e solo l’identificazione di un pozzo romano, da parte di un’antica tradizione, come “pozzo di S. Paolo”, richiama il grande santo.


L’ORIENTE

L’immenso massiccio dell’Anatolia Orientale si stende dalla piana centrale fino ai picchi imponenti incappucciati di neve, in un ardito impasto di colori dove le tonalità calde del grigio si accendono con violenza in squarci di ruggine o nel fulvo splendore del giallo.
Come la sua natura anche la storia di questa regione é tormentata, come quella di una frontiera lungamente combattuta tra le culture orientali e occidentali, tra Romani e Parti, tra Bizantini e Sassanidi, in uno scontro millenario che culmina nella conquista finale dell’Anatolia da parte dei Turchi Selgiuchidi. Sulle rive del lago Van, nella città omonima, si trovano le rovine di Urartu, l’antica cittadella: esse risalgono al primo millennio a.C. Sull’isola di Akdamar, che sorge sul lago, si trova infine la meravigliosa chiesa della Santa Croce, chiesa armena del decimo secolo, mentre sulle rive del lago giacciono le rovine della medioevale Alhat.
Tre città sorgono in quella che fu l’Alta Mesopotamia, nel bacino del Tigri e dell’Eufrate. Si tratta di Diyarbakir, con le sue massicce mura di basalto nero, Mardin, distinta dalla sua peculiare architettura medioevale, e Harran, caratterizzata dalle sue strane case ad alveare, il luogo da cui Abramo partì, chiamato dal Signore, verso la Terra Promessa.





 

Notizie Utili:

Eteria Viaggi Turchia



DOCUMENTI

Carta d’identità valida per l’espatrio, per i viaggi organizzati. Per i viaggi individuali è richiesto il passaporto. N.B.: Informazioni ricevute dagli Enti competenti, valide al momento della stampa del catalogo.
Data la variabilità delle norme in materia è necessario, soprattutto in presenza di minori, contattare preventivamente la propria agenzia di viaggio oppure la polizia di frontiera dell’aeroporto di partenza.

ALBERGHI

Alberghi di lusso e di 4 stelle esistono solamente nelle località turistiche, mentre in quasi tutta la Turchia sono disponibili buoni alberghi di 3 stelle. Gli alberghi da noi utilizzati sono selezionati in base alle esigenze della clientela italiana e pertanto anche i più economici sono puliti e funzionali. Camere tutte con servizi.

ALL’ENTRATA IN TURCHIA

Sono esenti da imposte doganali gli oggetti per uso personale anche se di valore.
Autoradio, videoregistratori e telecamere vengono segnati sul passaporto per evitare una importazione illegale.

CLIMA

Notevole, secondo le regioni, la diversità di clima. Istanbul ed i suoi immediati dintorni godono di un clima marittimo temperato, più fresco rispetto a quello dell’ltalia centrale. Smirne e la costa egea sono notevolmente più calde. Ankara e l’altopiano Anatolico offrono clima temperato d’estate e freddo d’inverno.
La costa mediterranea in inverno ha clima mite ed estati calde.

MANCE

Le mance sono indispensabili per assicurarsi un buon servizio. E’ consuetudine raccogliere una mancia pari a EURO 4 per persona al giorno per gruppi di almeno 25 persone. La somma potrà essere consegnata ad un incaricato del gruppo o alla guida che provvederà alla distribuzione delle mance per i servizi fruiti.

LINGUA

Ad esclusione di alcuni negozi, dei bazar e dei migliori hotels, l’italiano è difficilmente capito e parlato. È utile il francese o l’inglese. Comunque tutti saranno lieti di aiutarvi in ogni circostanza.

CUCINA

La cucina è semplice, gradevole, basata su una grande varietà di legumi, verdure e frutta, quindi il turista italiano non avrà problemi.
Naturalmente è possibile gustare anche i piatti internazionali più raffinati o dell’alta cucina turca, giustamente rinomata.

BEVANDE

I vini sono gradevoli ma piuttosto cari; la birra è buona e soprattutto più economica; whisky, cognac, ecc. delle migliori marche sono serviti in tutti gli alberghi e nei migliori ristoranti. La bevanda alcolica più diffusa è il raki, a base di anice. È d’obbligo assaggiare almeno una volta il caffè turco.

FUSO ORARIO

1 ora in più rispetto all’ltalia.

MUSEI

Chiusi il lunedì in tutta la Turchia. Il museo Topkapi è chiuso il martedì mentre San Salvatore in Chora è chiuso il mercoledì.

CAMBIO

Il cambio è circa 1 Euro = 2,11 Lire Turche. La Lira Turca può essere importata o esportata in piccola quantità. Si consiglia di cambiare in lire turche lo stretto necessario.

ACQUISTI

La Turchia è un paradiso sia per gli amanti dei souvenirs che per gli intenditori.
Nei bazar si trova di tutto, a tutti
i prezzi. Interessanti gli indumenti di pelle, i tappeti ed i gioielli. Attenzione all’acquisto di oggetti antichi, la loro esportazione è regolata da leggi speciali ed è praticamente proibita

TELEFONI

Dalla Turchia è possibile chiamare direttamente l’ltalia in teleselezione formando il numero 0039 più il prefisso della città chiamata (vi ricordiamo lo zero iniziale) e quindi il numero dell’abbonato.
Dall’Italia formare il numero
0090 più il prefisso della città chiamata e il numero dell’abbonato.
Si consiglia di portare un paio di calzini per le visite alle moschee. Durante il periodo invernale clima mite lungo le coste e freddo in Cappadocia e Istanbul.

ALL’USCITA DALLA TURCHIA

Coloro che acquisteranno tappeti dovranno avere una fattura del commerciante attestante che il tappeto non è antico. All’entrata in Italia per i tappeti dichiarati di qualsiasi misura si è soggetti al pagamento dell’IVA.

PER SACERDOTI E RELIGIOSI

La Turchia è uno Stato laico, quindi non è permesso portare l’abito religioso, ma solo abiti civili. Portare camice e stole per le celebrazioni comunitarie e il breviario per la preghiera personale. A tutti verrà consegnato un libretto per la preghiera comune.

ABBIGLIAMENTO

Comodo e informale. In primavera e in autunno: caldo al sud (maglietta e pantaloni leggeri) mentre ad Istanbul e all’interno, soprattutto la sera, necessita una giacca o un pullover. In estate: abbigliamento estivo come da noi, sempre utile un pullover per le sere in Cappadocia. Negli alberghi di lusso e nei locali notturni è gradita la giacca.

 

Assistenza Spirituale

In tutti i nostri viaggi, con un modico supplemento, può essere richiesto, l'accompagnamento, di un Biblista o di un Patrologo o esperto di Spiritualità orientale, occorre un preavviso di almeno 3 mesi. Questo esperto potrà completare completare con varie lezioni di carattere Teologico e storico ( soprattutto durante i lunghi trasferimenti in pullman) le notizie date dalla guida. L'assistenza religiosa, per gruppi o singoli non accompagnati da un sacerdote, viene garantita solo per gruppi di minimo 25 persone.

Ufficio Pellegrinaggi Perchè ?

Per aiutare e facilitare la riscoperta del valore spirituale della Turchia e far conoscere la ricchezza biblica e patristica di questa terra consacrata dalla predicazione degli Apostoli e dal martirio di grandi Santi, i Padri Cappuccini dell’Emilia (presenti con 15 frati e 7 case nei posti più significativi della Turchia) hanno promosso varie iniziative culturali e i pellegrinaggi. A questo scopo hanno costituito ’Associazione Eteria. Eteria è, come si ricorderà, il nome della prima pellegrina cristiana che, verso la fine del IV secolo, ha visitato la Terra Santa e l’Asia Minore lasciando memoria scritta (“Itinerarium Eteriae”) dei suoi viaggi.

L’Ufficio Pellegrinaggi, come si può capire, opera soprattutto verso la Turchia con numerosi programmi di formazione e di aggiornamento biblico e patristico, ma può offrire anche interessanti itinerari riguardanti tutto l’Oriente Cristiano (Terra Santa, Siria, Grecia, Egitto...).


Questo Ufficio Pellegrinaggi ha la
sua sede tecnica e operativa presso:

Eteria Viaggi s.r.l.

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